Venezia – La Biennale Arte con una forte identità femminile

Venezia – La Biennale Arte con una forte identità femminile

da Arteconomy de ilsole24ore.com del 2 febbraio 2022

di Marilena Pirrelli

Alemani nell’Esposizione internazionale Il latte dei sogni narra la metamorfosi dei corpi e il ruolo dell’umano sulla terra attraverso 213 artiste e artisti provenienti da 58 nazioni, di cui 26 italiani, 180 prime partecipazioni e 1.433 le opere e gli oggetti esposti, di cui 80 nuove produzioni, 80 i Padiglioni nazionali.

Dopo due anni di lavoro e una lunga pandemia, la Biennale di Venezia Arte ha una sua forte identità, in primis neutralità carbonica (difficile a Venezia) e poi una riflessione sul post umano, sulla terra e sulle relazioni e responsabilità dell’uomo in un universo non più antropocentrico (forse viruscentrico?). Cecilia Alemani nella 59. Esposizione Internazionale d’Arte «Il latte dei sogni» narra una nuova storia dell’arte del Novecento, lo sguardo sul mondo del passato è prevalentemente femminile, mentre lo sguardo sul post umano e sul futuro non è binario, il genere non è più identitario. Dal 23 aprile al 27 novembre 2022, con pre-apertura il 20, 21 e 22 aprile ai Giardini e all’Arsenale la mostra sarà aperta al pubblico secondo un percorso impostato su principi di sostenibilità ambientale: per il 2022 l’obiettivo è quello di estendere il raggiungimento della certificazione della “neutralità carbonica”, ottenuto nel 2021 per la 78. Mostra del Cinema, a tutte le attività programmate dalla Biennale.

La mostra internazionale

Si articolerà tra il Padiglione Centrale ai Giardini e l’Arsenale, includendo 213 artiste e artisti provenienti da 58 nazioni. Sono 26 le artiste e gli artisti italiani, 180 le prime partecipazioni nella Mostra Internazionale, 1.433 le opere e gli oggetti esposti, 80 le nuove produzioni. «La mostra Il latte dei sogni prende il titolo da un libro di favole di Leonora Carrington (1917-2011) – spiega Cecilia Alemani – in cui l’artista surrealista descrive un mondo magico nel quale la vita viene costantemente reinventata attraverso il prisma dell’immaginazione e nel quale è concesso cambiare, trasformarsi, diventare altri da sé. L’esposizione Il latte dei sogni sceglie le creature fantastiche di Carrington, insieme a molte altre figure della trasformazione, come compagne di un viaggio immaginario attraverso le metamorfosi dei corpi e delle definizioni dell’umano». Una storia che la curatrice racconta attraverso le avanguardie del Surrealismo, soprattutto al femminile con Remedios Varo a Leonor Fini a Dorothea Tanning, il Futurismo (Regina), la Bauhaus e la rilettura del decennio degli anni ’70 con Mirella Bentivoglio e la sua mostra «Materializzazione del Linguaggio» del 1978 nella XXXVIII edizione della Biennale e molte altre voci femminili come come Accardi, Dadamaino, Visco…

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